L'ebraico moderno




Una breve spiegazione
Come e dove ho cominciato a studiare l'ebraico????
Come funziona la lingua ebraica moderna?
L'alfabeto ebraico
I corsi di ebraico a Bologna
Bibliografia
Glossario

Una breve spiegazione
La lingua ebraica moderna è nata tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo. Questo per ragioni legate alla storia, che ha portato coloro che parlavano la lingua ebraica biblica a disperdersi in Paesi stranieri ed adattarsi a culture e linguaggi diversi dai materni. La maggioranza della popolazione ebraica dopo la diaspora del 70 dC giunse in Europa (soprattutto all'Est, ma anche in Spagna e Germania) e in Russia. In questi Paesi si svilupparono all'interno della comunità ebraiche linguaggi propri, originatisi dalle lingue delle terre ospiti: così in Germania e nei Paesi dell'est Europa nacque lo Yiddish, sorta di tedesco con influenze ebraiche, slave e polacche; mentre in Spagna si parlava lo Judesmo, nato secondo lo stesso processo dell'Yiddish, ma oggi estinto.
L'uso dell'ebraico vero e prorio finì quindi per essere limitato esclusivamente alla preghiera ed allo studio della Torah. Da questo furono escluse le donne, che non potevano studiare. I termini allora della vita quotidiana non entrarono ad accrescere il vocabolario dell'ebraico, che divenne una lingua morta, come il latino è per noi oggi.
Fu Theodor Hertzel che alla fine del secolo XIX decise di rianimare la lingua ebraica in modo da porre con essa la base di un futuro stato del 'popolo eletto'. Non fu semplice all'inizio. Non tutti accettarono di usare la 'lingua sacra' per le faccende di tutti i giorni.
Con la creazione, nel 1948, dello Stato di Israele la lingua ebraica 'resuscitata' è diventata la lingua madre per quasi 6 milioni di cittadini. Infatti è prima lingua ufficiale in Israele.



Come e dove ho cominciato a studiare l'ebraico????

Beh, io non sono ebrea, ma ho sempre sentito parlare di ebraismo in casa, da mia madre che insegna IRC nelle scuole superiori ed è sempre stata molto interessata a questi problemi. La cultura ebraica è molto affascinante, molto dolce e con sfumature di grande sensibilità (nonostante gli avvenimenti recenti, da Settembre 2000, sembrino affermare il contrario).
Mi sono avvicinata prima alla lingua ebraica biblica, assieme a mia madre, appunto. Cominciai anche un corso all'università di Bologna, precisamente al dipartimento di studi linguistici ed orientali. Qui ho avuto l'opportunità di scegliere se proseguire sulla linea 'antica' o se dedicarmi a quella moderna. Dopo poche lezioni ho capito che l'ebraico moderno era molto più semplice di quello biblico, soprattutto è una lingua oggi vivissima, molto dinamica ed aperta alle influenze esterne: all'inglese prima di tutto, poi a tutto quanto è tecnologia, attualità, mondo giovanile. La lingua rispecchia perfettamente la società israeliana: all'avanguardia (per natura per i densissimi contatti con gli USA), ma anche estremamente legata all'antichità, alla tradizione ed al suolo su cui vive.
Beh, la mia esperienza con questa cultura mi ha aperto orizzonti mentali veri e propri che prima avevo sempre rifiutato. Paradossalmente (ma non così tanto) lo studio dell'ebraico moderno mi ha aperto anche la strada dell'arabo (al quale mi dedicherò in futuro) e delle culture 'altre'. Ancora sono in difficoltà con la mia tolleranza del diverso, ma ci sto lavorando!




Come funziona la lingua ebraica moderna?

Innanzi tutto i vocaboli ebraici si compongono di 'radici' consonantiche, modificando le qulai si ottengono miriadi di vocaboli! E' un gioco bellissimo!!
Le vocali non vengono scritte se non in casi particolari. Sono una convenzione, ricostruita atraverso lo studio delle versioni masoretiche (tradizionali) della Torah.
Per ogni radice si hanno 3 consonanti che si pronunciano vocalizzando in 'a': ad esempio s+p+r mi danno la radice 'safar'. Da questa radice posso ricavare molti verbi, come contare, raccontare, tagliare i capelli etc. Interessante è cercare i motivi per cui da un vocabolo sono stati ricavati altri di significato apparentemente diverso. Spesso ci sono ragioni simil-filosofiche e storiche molto profonde!

L'ebraico si scrive da destra verso sinistra, cioè al contrario di come siamo abituati noi occidentali!

Esistono ben 10 persone verbali... niente paura: di alcune persone esiste sia il femminile che il maschile, ma non è complicato!

io
tu m.
tu f.
lui
lei
noi
voi m.
voi f.
essi
esse
annì
attà
at
hu
hi
anahnu
attem
atten
hem
hen


Attenzione ai suoni! Con 'h' segnalo un suono che è anche tipico del tedesco, gutturale e sordo, con emissione di aria ma non di suono. In tedesco si scrive 'ch'. In ebraico è la lettera 'het', molto difficile per noi italiani.
Le vocali sono molto simili all'italiano, anzi direi che l'unica differenza è lo 'shewa', una vocale poco connotata, simile alla 'e' chiusa ma pronunciata lasciando rilassato il cavo orale.

I tempi verbali sono solo tre: passato, presente e futuro. Una pacchia, direte voi. Mica tanto! vi rispondo io. Perchè i modi verbali invece sono sette. Fate i conti: 7x3 fa 21!!!
Per fortuna gli schemi vocalici sono semplici e molto musicali, cosicchè imparato uno schema si possono utilizzare tantissimi verbi.
Il presente non esiste in realtà: si usa una sorta di participio presente: 'io mangio' si dice 'io (sono) mangiante' (anni 'ohel/et') sottintendendo però il verbo essere, che al presente non esiste...
Dimenticavo!! IN EBRAICO NON ESISTE IL VERBO AVERE!! Si usa una perifrasi, nota a chi ha studiato il latino come 'dativo di possesso', cioè: 'io ho un libro' diventa 'un libro (è) a me' (iesh li sefer). Oppure si usa l'aggttivo possessivo: 'un mio libro' (sefer shelì).

L'articolo determinativo (il, lo, la, i, gli, le) si mette davanti al sostantivo cui si riferisce ed è 'ha': 'il libro' e 'ha-sefer'. Ma se invece volete dire 'un libro', allora sappiate che 'un' e 'una' non esistoni in ebraico: semplicemente si lascia 'sefer' senza attaccarvi nulla. In un certo senso funziona così anche in latino.

Ecco l'alfabeto ebraico :

alef
beth
ghimel
daleth
he
vav
zayin
het
tet
yod
kaf
lamed
mem
nun
samech
ayin
peh
tzadi
kof
resh
shin/sin
tav


Le lettere doppie presentano a sinistra la lettera come appare nella parola, mentre a destra c'è la lettera come appare quando è in finale di parola.


I corsi di ebraico a Bologna
Ecco una bibliografia per accostarsi alla lingua ebraica, gentilmente raccolta da Marinella. Il nostro consiglio però è sempre di seguire un corso con insegnante madrelingua):

  • Doron Mittler, Grammatica ebraica, Zanichelli, Bologna 2000, £ 48.000.
  • G. Deiana - A. Spreafico, Guida allo studio dell'ebraico biblico, Società biblica britannica e forestiera, Roma 1993.
  • G. N. Greppi, Grammatica ebraica, Vallardi, £ 24.000.
  • R. K. Harrison, Biblical Hebrew. A complete course, Teach Yourself, Hodder & Stoughton, £ 33.000.
  • L'hebreu sans peine, La methode assimil, £ 49.000.
  • H.-P. Stahli - B. Chiesa, Grammatica ebraica, due volumi, Brescia 1986, £ 33.000.
  • P. Jouon - T. Muraoka, A grammar of Biblical Hebrew, voll. I-II, Rome 1992.
  • Th. O. Landin, Introduction to Biblical Hebrew, London 1978.
  • A. Carrozzini, Grammatica della lingua ebraica, Marietti, Casale Monferrato, (nella collana 1820), £ 27.000.
  • A. Lancellotti ofm, Grammatica dell'ebraico biblico, a cura di A. Niccaccio ofm, Edizioni Porziuncola, Assisi 1996, £ 30.000.
  • Isaia Levi fu Isacco, Grammatica ed esercizi pratici della lingua ebraica, Edizioni Brenner, Cosenza 1994 (originale del 1897), £ 20.000.

    Difficili da trovare, forse in qualche biblioteca:

  • W. Genesius - E. Kautzsch, Hebrew Grammar, Oxford 1982 ( nel 1909, a Leipzig, erano alla ventiquattresima edizione…).
  • F. Scerbo, Grammatica della lingua ebraica, Firenze 1883.
  • S. D. Luzzatto, Grammatica della lingua ebraica, Padova 1853.

    I dizionari sono ormai molti, così come gli atlanti storici e altri validi strumenti d'integrazione. Classici rimangono però:
  • Zorell, Lexicon
  • Mandelkern, Concordantia
  • Davidson, The analitical Hebrew and Chalder Lexicon
  • Jenni - Westermann, Dizionario Teologico dell'Antico Testamento (DTAT).
    Sono consultabili nelle biblioteche più fornite.

    Mentre per l'ebraico moderno c'è ora
  • Eliezer Tirkel, L'ebraico è facile, Editrice Achiasaf/Editrice La Giuntina, Tel Aviv/Firenze 1999, £ 40.000.


Questo è solo per darvi un assaggio della diversità e della bellezza della lingua ebraica. Se siete interessati o avete dei dubbi potete scrivermi e vedrò di chiarirvi le idee!