 |
La Questione Palestinese |
|
Dalla distruzione del Tempio di Gerusalemme (70 dC)
La nascita del movimento sionista
La Dichiarazione Balfour
La Seconda Guerra Mondiale
La proclamazione dello Stato d'Israele - 1948e
La 'diaspora palestinese' e la 'guerra dei 6 giorni'
Nascita dell'OLP
Guerra dello Iom Kippur - 1973
L'Egitto a colloquio con Israele e gli 'accordi di Camp David'
La "Pace in Galilea"
Gli acordi con il Libano
L'intifada
Gli avvenimenti del 2000-2001
La questione dei confini
L'immigrazione
Bibliografia
Statistiche del conflitto 2000-2002
Dalla distruzione del Tempio di Gerusalemme (70 dC)
In seguito alla distruzione del Tempio di Gerusalemme avvenuta nel 70 d.C. e all'ultima
rivolta antiromana del 132 - 135 d.C., gli ebrei dovettero lasciare Gerusalemme e solo
poche comunità rimasero nei centri di Tiberiade e Yavne. Durante il periodo bizantino
(313 - 636 d.C.) gli ebrei dovettero sottostare alla pesante tutela del Cristianesimo;
in seguito all'avvento dell'islamismo nel 632 d.C., Gerusalemme fu conquistata dagli
arabi (636d.C. ) e rimase in loro possesso fino al 1099 d.C. quando i crociati,
capeggiati da Goffredo di Buglione, intrapresero le crociate fondando il Regno di
Gerusalemme che infine cadde per mano di Saladino nel 1138 d.C.; i pochi possedimenti
rimasti ai crociati furono definitivamente persi con l'arrivo di una nuova ondata
musulmana , i mamelucchi provenienti dall'Egitto (1291). La dominazione mamelucca durò
circa due secoli, interrotta nel 1517 dall'impero ottomano che mantenne il predominio
sulla regione fino al 1917.
La nascita del movimento sionista
Sul finire del XIX secolo nacque il movimento sionista
Il sionismo affonda le sue radici nelle tradizioni millenariste della religione ebraica e nell'atmosfera ricca di stimoli nazionalistici dell'Europa ottocentesca. Alcuni avvenimenti precisi, tuttavia, fecero emergere questo movimento a livello politico: da un lato, i terribili pogrom dell'Europa orientale negli anni tra il 1881 e il 1884; dall'altro le tensioni nate dal cosiddetto "affare Dreyfus" in Francia. Nel 1894-95 Alfred Dreyfus, ebreo e ufficiale dell'esercito francese, fu accusato ingiustamente di spionaggio per conto della Germania e condannato ai lavori forzati sull'isola del Diavolo. Nella Francia del tempo, baluardo della democrazia e della libertà individuale, questa sentenza sollevò molte polemiche e soprattutto ravvivò sentimenti antisemiti.
Fu in seguito a quest'evento che Theodor Herzl decise - sebbene i suoi interessi e le sue attività non fossero immediatamente legati all'ebraismo, giacché non conosceva l'ebraico, lo yiddish ed il russo e si occupava di corrispondere da Parigi per un giornale austriaco - che era giunto il tempo di cercare una soluzione pratica alla questione ebraica. Nel 1896 pubblicò un pamphlet di 30000 parole intitolato der Judenstaat (Lo stato degli ebrei, ebraico) con il sottotitolo Un moderno tentativo di soluzione della questione ebraica.
Il movimento sionista si prefiggeva, dunque, come soluzione al problema nazionale,
la fondazione di uno stato ebraico in Palestina. Inizialmente l'ideale sionista trovò
resistenza all'interno delle comunità ebraiche stesse, tuttavia nel 1882 era nato il
primo insediamento di ebrei - russi - come comunità agricola con l'intento di ricreare
condizioni di lavoro e di organizzazione sociale normali per il popolo israelita.
La popolazione palestinese cominciava già a prendere coscienza dei problemi politici
fondamentali che l'immigrazione ebraica e l'acquisto di terra ponevano. Prima che T.Herzl
lanciasse il suo appello vi erano state altre iniziative simili, appoggiate soprattutto
dai governi inglesi interessati alla penetrazione in Medio Oriente (Palmerston e
Disraeli). Nel 1897 fu organizzato il Primo Congresso Sionista e fu fondata la prima
Organizzazione Mondiale Sionista, il cui obiettivo era la costituzione di un focolare
ebraico in Palestina; con il Secondo Congresso (1898) si raccolsero i fondi per
l'acquisto dei terreni. Già nel 1882 Eliazer Ben Yehouda si era impegnato nella ricerca
di una lingua che potesse essere un punto di unità per tutto il popolo della diaspora,
partendo dalla Bibbia stessa: nacque così l'ebraico moderno, che sarebbe divenuto lingua
nazionale del lo stato fondato nel 1948.
La Dichiarazione Balfour
Il 2 Novembre 1917 la Dichiarazione Balfour aveva reso di pubblico dominio il sostegno
del governo britannico all'Organizzazione sionista.
Il trattato fu accolto favorevolmente e il successo di tale iniziativa fu ottenuto grazie
a commercianti, religiosi, intellettuali che seppero trasformarsi in contadini e operai,
organizzati in cooperative agricole dette "kibbutz". Proprio in questo periodo, a causa
di tali trasformazioni, cominciarono a verificarsi i primi veri scontri fra coloni ebrei e palestinesi.
Con l'avvento della Prima Guerra Mondiale si determinò il crollo della Turchia, alleata di
Germania e Austria, e la disgregazione dell'Impero Ottomano, favorendo la creazione di
un protettorato britannico in Palestina e di uno francese in Siria(1920-22).
La spartizione dei territori fra Francia e Inghilterra non si svolse senza l'ingerenza di
interessi da parte del Regno Unito. Infatti la Gran Bretagna aveva incoraggiato la ribellione
degli arabi contro l'Impero Turco promettendo a Hussein - sceicco della Mecca - il riconoscimento
delle rivendicazioni di indipendenza e libertà; ma tale promessa si rivelò ingannevole,
infatti fu negata la creazione di uno Stato indipendente arabo nonostante la riaffermazione
al diritto di autodeterminazione di tutti i popoli, sostenuta dal presidente americano Wilson (1919).
Così gli arabi rivendicarono i territori palestinesi, esclusi, secondo l'Inghilterra dal progetto
di indipendenza araba. Da questo momento la politica araba rimase sempre contraria all'insediamento
ebraico, mentre quella inglese andò via via facendosi sempre più ambigua.
Durante gli anni '20-'30 la Gran Bretagna vincolò l'immigrazione ebraica "alle capacità di
assorbimento economico" del Paese. In realtà il problema era politico: si erano formate istituzioni
democratiche quali un'Assemblea rappresentativa elettiva, un Consiglio Nazionale, l'Agenzia ebraica
e l'Haganà (nucleo del futuro esercito israeliano ).
Dal1921 al 1940 i rapporti tra le due comunità peggiorarono, nonostante gli sforzi di entrambe
le parti per trovare un accordo, e si ebbero diversi scontri: nel 1929 a Hebron la comunità
ebraica fu sterminata e la sinagoga distrutta; una rivolta araba scoppiò in Palestina tra il 1936 e il 1939.
La Seconda Guerra Mondiale ed il dopo-guerra
Durante la Seconda Guerra Mondiale, di fronte all'azione nazista, gli ebrei chiesero alla
Gran Bretagna di far cadere ogni limite imposto all'immigrazione in Palestina; la risposta
fu negativa e rivelò in questo modo il cambiamento di posizione inglese rispetto alla stessa
Dichiarazione Balfour.
Dopo la Seconda Guerra il governo laburista inglese si rese ostile nei confronti
degli ebrei fino a bloccare totalmente l'immigrazione e a rifiutare ai profughi
di Auschwitz l'ingresso in Palestina, relegandoli nell'isola li Cipro. Un'intensa
attività antibritannica ebraica pose termine al mandato inglese in Medio Oriente.
Nel 1947 la Gran Bretagna portò il problema all'attenzione delle Nazioni Unite: il
risultato fu il varo di una commissione speciale composta da esperti, che avessero
vissuto in Palestina. Tale commissione propose una spartizione del territorio in
due stati indipendenti, legati da un'unione economica e uno Statuto Internazionale per Gerusalemme.
Il progetto (Risoluzione 181) fu approvato dall'Assemblea Generale dell'O.N.U. il 29
Novembre 1947 con maggioranza superiore ai 2/3.
I governi arabi, da parte loro, non accettarono la Risoluzione e promisero lo stato di
guerra non appena fosse stata messa in atto.
La proclamazione dello Stato d'Israele - 1948
Un anno dopo - 15 Maggio 1948 - l'esercito britannico si ritirò dai territori palestinesi,
lasciando le loro basi militari, che gli arabi occuparono impadronendosi anche dell'artiglieria abbandonata.
Negli stessi giorni avvenne la proclamazione definitiva dello stato d'Israele con il primo Primo Ministro
David Ben Gurion a Tel-Aviv; tuttavia prima che questo potesse porre le basi per un dialogo
con i Paesi arabi confinanti, Egitto, Giordania, Siria, Iraq, Libano e Arabia Saudita
attaccarono il neonato Stato ebraico con lo scopo di "eliminare l'entità sionista".
Si diffuse, allora, la paura di un secondo sterminio della popolazione ebraica; tuttavia,
contrariamente a quanto tutto il mondo, soprattutto quello arabo, si aspettava, Israele
oppose una validissima resistenza, dimostrando la propria forza militare ed organizzativa.
Gli scontri si conclusero nel 1949 con la firma separata degli accordi con Siria, Libano,
Giordania ed Egitto a Rodi, sotto l'egida dell'O.N.U.. L'Iraq, invece, rifiutò, lasciando aperta la questione.
La perdita più grave tra le parti, non v'è dubbio, fu quella dei palestinesi che in questo
modo videro cadere definitivamente la possibilità di costituire un loro stato indipendente;
tuttavia con gli accordi la Giordania ottenne la Cisgiordania e l'Egitto la striscia di Gaza.
La 'diaspora palestinese' e la 'guerra dei 6 giorni'
Con le vicende del 1948-49 cominciò una 'diaspora palestinese ', cioè i palestinesi in territorio
israeliano fuggirono verso gli stati confinanti, ove vennero raccolti in campi profughi in balia dei governi arabi.
Nel 1956 il presidente egiziano Nasser nazionalizzò la Compagnia Universale del Canale di Suez
lasciando Israele privo di ogni possibilità di usufruirne. Questo, unitamente a Francia e Gran
Bretagna, fece un tentativo di conquistare il controllo sullo stretto: la prima mossa fu quindi
quella di occupare la penisola del Sinai a ridosso del canale ( 29 Novembre 1956 ).
L'azione israeliana però non portò a nessun successo: sotto la pressione di Stati Uniti
ed Unione Sovietica - le due sue superpotenze si erano introdotte nelle vicende mediorientali
all'interno delle contese della 'guerra fredda'- Israele fu costretto a restituire all'Egitto
la penisola del Sinai, mentre il suo accesso al canale fu garantito da America e Russia. In
realtà il transito non gli venne mai concesso e per evitare un contatto con le truppe egiziane
furono posizionati come cuscinetto tra Israele ed Egitto contingenti dell'O.N.U..
Tutto ciò fece salire notevolmente la tensione negli anni seguenti soprattutto nei rapporti con la Siria:
numerosi attentati terroristici e scontri tra gli eserciti si verificarono fino al 1967.
In questa situazione l'Egitto radunò il proprio esercito sul confine ed accusò Israele di
aver fatto lo stesso sul confine siriano; l'O.N.U. smentì tali accuse e non si mosse neanche
quando il delegato egiziano parlò di "aperto stato di guerra con Israele ".
La situazione precipitò dando origine a una guerra tra Egitto, Siria, Giordania e Iraq da
un lato e Israele dall'altro, che per la rapidità viene denominata 'Guerra dei sei giorni'
( 5 Giugno - 11 Giugno 1967 ).
In meno di una settimana la Siria perse le alture del Golan, l'Egitto la penisola del Sinai e Gaza,
fino al Canale di Suez e la Giordania i territori ad Ovest del fiume Giordano, compresa la città di
Gerusalemme. Tutti questi vennero denominati 'territori occupati' e con essi Israele quadruplicò
la sua estensione. Dopo la fine della guerra lo Stato ebraico si rese disponibile ad aprire il dialogo
con gli stati sconfitti, tuttavia il mondo arabo rifiutò ogni tipo di apertura, di accordo e soprattutto
rifiutò di riconoscere lo Stato israeliano stesso, riaffermando il diritto del popolo palestinese alla
costituzione di una propria nazione.
Conseguenze della guerra dei 6 giorni e nascita dell'OLP
I tre anni seguenti (1968-70) le ostilità tra Egitto e Israele si tradussero in una guerra di logoramento
con il verificarsi di attacchi terroristici da Siria e Giordania.
In un primo summit arabo tenutosi a Il Cairo nel 1964 venne incaricato Ahmad Shaquairi di mettere in piedi
una organizzazione in risposta all'azione israeliana: nacque così l'Organizzazione per la Liberazione della
Palestina ( O.L.P.) . Da notare che inizialmente tra i suoi obiettivi non figurava la creazione di uno Stato
palestinese, essa era poco più di uno strumento di propaganda. Rafforzatasi, divenne sempre più
importante come portavoce del mondo arabo; nel 1974, Yasser Arafat, presidente della organizzazione
ottenne di poter parlare all'assemblea della Nazioni Unite, dalle quali il movimento ebbe il riconoscimento di esistenza.
Nel 1970 l'O.L.P. venne espulsa dalla Giordania in seguito all'episodio del 'Settembre Nero'
( 17 Settembre 1970 ) in cui l'esercito giordano si scontrò con i fedayin (la falange terroristica dell'O.L.P.),
che avevano raggiunto una notevole popolarità tra i filopalestinesi, e vi furono circa 4000 morti. I fedayin si
rifugiarono , allora nei territori 'amici', soprattutto in Libano.
Nello stesso anno morì il presidente egiziano Nasser, dimessosi già da tre anni dalla carica,
ma ancora notevolmente attivo e popolare: questa data segna la fine di un'epoca, quella del
così detto 'panarabismo', che di lì a poco venne sostituito dalla lotta per l'islamismo, unitamente
a quella terribile per il petrolio.
Guerra dello Iom Kippur - 1973
Al posto di Nasser fu eletto alla presidenza Anwar al-Sadat, vicino all'organizzazione dei Fratelli musulmani.
Nel frattempo insediamenti israeliani si espandevano nei territori del Golan ( Libano),
del Sinai ed in Giordania. Questo fattore, unito alla sempre crescente importanza
internazionale del commercio del petrolio, fece sfociare le tensioni in un attacco di
Siria ed Egitto sul Golan e su Suez, nel giorno del Kippur, ricorrenza ebraica
dell'Espiazione (nel 1973 ricorreva il 6 Ottobre). Sebbene la vittoria militare sia andata,
come negli scontri precedenti ad Israele, si trattò per quest'ultimo di una sconfitta psicologica:
infatti attraverso un'intesa raggiunta a Ginevra con l'O.N.U.(1974) - ma soprattutto pilotata dagli
Stati Uniti di Nixon e Kissinger, sempre molto attenti alle mosse della Russia in campo
mediorientale - Israele fu costretto a ritirarsi dal Sinai in due fasi successive. Nella
stessa occasione si verificò l'altra vittoria dei paesi arabi: il riconoscimento dell'O.L.P.
nell'assemblea delle N.U., alla quale poté in seguito prendere parte, senza però alcun un
diritto di voto ( status di osservatore ).
L'Egitto a colloquio con Israele e gli 'acordi di Camp David
Tuttavia queste soluzioni non furono tali, bensì costituivano una minaccia di insabbiamento
della questione palestinese, che il presidente Sadat non poteva accettare a causa delle
condizioni di miseria cui il suo Paese era andato in contro e che imponevano un generale
riassetto degli equilibri interni. Conscio della superiorità americana nella regione il
nuovo rais aveva compiuto un notevole cambio di alleanze , espellendo i consiglieri militari
sovietici dall'Egitto. Ruppe così con la logica della guerra fredda e , con grande sorpresa
e speranza del mondo intero, si rese disponibile al dialogo con Israele ( viaggio a Gerusalemme
il 20 Novembre 1977 ). Il neoeletto governo laburista di Menachem Begin (centro destra )
lo accolse alla Knesset ( parlamento), dove Sadat tenne un discorso. Tuttavia il presidente
egiziano era solo nel suo gesto coraggioso, infatti O.L.P. e mondo arabo rifiutarono,
appoggiati dall'U.R.S.S., il negoziato e l'Egitto fu costretto a firmare il totale
riconoscimento dello Stato d'Israele in cambio dei territori occupati e di una trattativa
sulla questione palestinese. Tali accordi furono denominati 'accordi di Camp David' e
comprendevano due trattati distinti: il primo concerneva le modalità del ritiro di
Israele dal Sinai e la sua parziale smilitarizzazione; il secondo prevedeva l'avvio
di negoziati intesi a dotare la Cisgiordania e Gaza di uno statuto autonomo per un
periodo di transizione di cinque anni, dopo il quale sarebbe stato elaborato uno
statuto definitivo. Questo secondo punto suscitò subito molte polemiche, in
quanto la popolazione palestinese dei territori interessati non era stata interpellata ...
La "Pace in Galilea"
Il mondo arabo, trascinato da un fronte della fermezza (Siria , Libano e O.L.P.),
ben presto isolò l'Egitto e lo escluse dalla Lega araba.
Varie manifestazioni di rivolta islamica si ebbero quindi negli anni successivi (1979-81),
con infine l'assassinio di Sadat il 6 Ottobre 1981, durante una parata militare, ad opera
di un commando integralista islamico. Da qui un parziale riavvicinamento dell'Egitto ai Paesi arabi.
L'anno seguente Israele attaccò il Libano, sotto la guida di M.Begin e del ministro della difesa Ariel Sharon,
con un'operazione denominata "Pace in Galilea"( 6 Giugno 1982) , il cui obiettivo era, in realtà,
eliminare ogni presenza militare od amministrativa palestinese in Libano. Alla fine del 1982
Beirut fu teatro di un assedio lungo due mes. Le difese del Libano, abbandonato dai Paesi
fratelli, erano debolissime; infine l'O.L.P. fu costretto ad abbandonare anche il territorio libanese.
Fu in questa occasione che la popolazione israeliana scese per la prima volta in piazza a
manifestare la propria disapprovazione per le decisioni del governo in merito all'O.L.P.,
e soprattutto in merito ai massacri nei campi profughi di Sabra e Chatila (circa 3000 morti ).
Gli acordi con il Libano
Le tendenze pacifiste aumentarono e l'opinione pubblica optò per una soluzione distensiva.
In linea con queste tendenze, il 17 Maggio 1983 il segretario di stato americano Schultz
patrocinò un accordo fra Libano e Israele che prevedeva la fine delle ostilità ed entro
tre mesi il totale ritiro delle forze israeliane dal territorio occupato. Tuttavia la
presenza di 30000 soldati siriani 7000 militanti dell'O.L.P. a nord-est del Libano
sembrò una minaccia per lo Stato ebraico che non rispettò i patti firmati, lasciando la situazione invariata.
L'assedio di Beirut ebbe un'influenza negativa sull'opinione pubblica israeliana, tanto
che il primo ministro Begin dovette rassegnare le dimissioni il 30 Agosto 1983; venne
sostituito dal capo del partito Likud Itzahk Shamir. Il nuovo governo dovette misurarsi
con una crisi economica, che alla fine portò a nuove elezioni ( Luglio 1984 ). Non fu
tuttavia raggiunta la maggioranza assoluta da nessuna delle due parti e quindi il presidente
Herzog dovette intervenire invitando il partito laburista a formare un governo che comprendesse
anche il Likud: l'accordo prevedeva che per i primi venticinque mesi il laburista Peres assumesse
la carica maggiore, con Shamir ministro degli esteri e vice primo ministro. Scaduti i tempi
prestabiliti, le posizioni si sarebbero invertite. Entro il 1985 il nuovo governo, denominato
'di unità nazionale', riuscì a completare il ritiro delle truppe dal Libano.
Nonostante la politica di distensione attuata da Israele, le tensioni con l'O.L.P. non accennarono a
diminuire, anzi lo Stato ebraico si rifiutò di partecipare ad alcune conferenze indette da re Hussein
di Giordania alle quali prendeva parte anche l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina.
L'intifada
Lasciato il Libano nel 1983, l'O.L.P. non aveva più alcun punto di riferimento ove porre le basi, e
risultava notevolmente indebolito, tanto che non fu in grado di rispondere ad un raid israeliano
sul quartiere generale a Tunisi nel 1985. Due anni dopo, nel Dicembre 1987, dopo venti anni di
occupazione e di sconfitte militari, la disperazione ed il rifiuto di una situazione intollerabile
per la giovane generazione cresciuta sotto il giogo israeliano, furono all'origine di un nuovo
tipo di guerra, armata di sassi: l'intifada (rivolta). Questa rivoluzione delle pietre esplose
in modo del tutto spontaneo e prese in contropiede sia Israele che l'O.L.P.. Seguito sempre
crescente ebbe il movimento integralista di Hamas, che, rilanciato l'appello alla distruzione
di Israele, si schierò dalla parte dell'intifada senza più riconoscersi nel movimento di Y.Arafat.
L'intifada non rimase quindi un fatto sporadico ed isolato, bensì venne organizzato dal C.U.N.R.
(Consiglio Unito Nazionale di Ribellione ).
Forte di un'intifada che costituiva un formidabile strumento di propaganda, la direzione dell'O.L.P.
si riunì nel Novembre 1988 ad Algeri e riconobbe l'insieme delle risoluzioni dell'O.N.U. sulla Palestina,
comprese la 242 (Sollecitazione dello sgombero dei territori israeliani ) e la 338 (rettifica della 242).
Con ciò riconosceva implicitamente, per la prima volta, l'esistenza dello Stato di Israele.
Nello stesso anno re Hussein di Giordania dichiarò di non voler più agire come rappresentante
dei palestinesi e ciò rafforzò enormemente l'O.L.P., che divenne l'unico portavoce della causa
palestinese. Tale nuova forza permise a Y.Arafat di proclamare l'esistenza, benché 'virtuale',
anche di quello stato palestinese che non era mai stato realizzato (Dicembre 1988). Di fronte
all'O.N.U. il leader propose un'iniziativa di pace che includeva una conferenza internazionale
ed una forza di sorveglianza delle Nazioni Unite per controllare il ritiro dai territori occupati.
Sebbene queste ultime abbiano rifiutato la proposta, essa era servita per aprire un dialogo, che si
rivelerà assai importante, tra O.L.P. e Stati Uniti d'America.
Anche la Gran Bretagna si intromise nel processo di pace con pressioni su Israele, perché cambiasse
atteggiamento nei confronti dell'O.L.P., avendo quest'ultima cambiato il proprio.
Il primo ministro israeliano Shamir non accettò il negoziato con i palestinesi, ma acconsentì
un'autoregolazione della cosiddetta 'striscia di Gaza', territorio ancora in mano israeliana
nonostante gli accordi di Camp David.
Dal 1988 si moltiplicarono gli sforzi per portare le due parti su posizioni più vicine,
ma nessuna nuova proposta venne avanzata, a causa della instabilità politica dello Stato ebraico.
1989
L'ayatollah Khomeini , già da tempo a capo dello Stato iraniano , condanna a morte lo
scrittore Salman Rushdie per il suo libro "Versetti Satanici" .
Il leader iraniano muore .
Colpo di stato filoislamico in Sudan .
1990
L'Iraq di Saddam Hussein invade il Kuwait .
1991
Una coalizione internazionale , che comprendeva anche l'Italia , interviene contro
S.Hussein.
A Madrid si apre la conferenza di pace arabo-israeliana .
1992
Colpo di stato militare contro il Fronte islamico in Algeria .
Il presidente algerino Boudiaf è assassinato .
Dopo il ritiro sovietico , i guerriglieri afgani occupano Kabul.
415 palestinesi del movimento Hamas sono espulsi da Israele .
1993
Raid americano contro Baghdad .
Settembre - Ottobre 2000
In seguito ad una
provocatoria quanto funesta visita di Ariel Sharon alla spianata del Tempio in
Gerusalemme, scoppiano scontri tra l'esercito israeliano ed i civili palestinesi
(più o meno armati) in tutto il territorio israeliano. In poco più di due
settimane viene annullato il processo di pace cominciato da Itzak Rabin, portato
avanti da Shimon Peres e Ehud Barak.
Gli scontri proseguono per un
lunguo periodo, come una nuova intifada.
24 Novembre 2000
George W. Bush (repubblicano) viene eletto presidenza degli Stati Uniti
d'America. Sconfigge di un soffio Al Gore (democratico), che ha avuto, però, la
maggioranza del voto popolare.
Benjamin Netaniahu decide di non
concorrere per la guida del Paese, lasciando la leadership del Likud Party
(destra) ad A. Sharon.
6 Febbraio 2001 Ariel Sharon vince le
elezioni con un vantaggio schiacciante su E.Barak. L'afflusso alle urne è stato
dei più bassi dal 1948, anno di fondazione dello Stato d'Israele.
2001 - Gli scontri proseguono lungo tutto l'anno, con varia intensità. Per leggere le statistiche delle vittime clicca qui.
11 settembre 2001 - Con 4 aerei dirottati vengono portati degli attacchi all'interno degli Stati Uniti d'America. Un aereo viene fatto precipitare sul Pentagono (Washington DC) mentre contemporaneamente due altri apparecchi vengono diretti sulle Twin Towers (WTC) di New York. Nel giro di 1 ora crollano entrambi i grattacieli, provocando più di 3000 vittime. Un quarto velivolo si schianta al suolo, prima di raggiungere l'obiettivo.
Secondo le autorità americane, il mandante degli attentati (che sconvolgono l'America, rafforzando il consenso attorno al presidente Bush) viene subito identificato in Bin Laden. Lo 'sceicco del terrore', come viene chiamato in seguito, si nasconde in Afghanisthan, protetto dal regime dei Talebani. Non ha mai smentito la sua partecipazione alle azioni terroristiche.
Ottobre 2001 - Gli USA sferrano l'attacco sull'Afghanisthan, appoggiati dal governo britannico. Si apre così la prima guerra del III millennio. Tutti gli stati arabi condannano gli attentati dell'11 settembre.
L'intifada aumenta di violenza, e così pure l'azione repressiva (e spesso provocatoria) del governo israeliano. Ariel Sharon perde consensi tra la popolazione e in alcuni momenti anche tra le sue stesse file politiche. A nulla valgono i continui appelli delle autorità internazionali, tra cui i governi europei e il Vaticano.
Gennaio-febbraio 2002: la tensione nei territori aumenta di intensità. La spirale di violenza sembra ora davvero infinita. Agli inizi di marzo gli attentati da parte palestinese si verificano ogni giorno, mentre la popolazione dei territori è esasperata dai controlli dei check-point al confine con Israele. Così diviene impossibilerecarsi al lavoro, a scuola, all'ospedale, nonchè impossibile portare soccorso a chi è oltre il confine.
Per un'informazione dettagliata e professionale, cercate negli archivi delle maggioritestate giornalistiche internazionali; oppure tra le pagine delle tante
organizzazioni governative e non, legate alla questione palestinese, presenti sulla rete.
|
La questione dei confini
Il problema dei confini è sempre stato centrale nella ricerca di una soluzione al conflitto arabo-israeliano.
I confini vennero inizialmente designati nel 1949 dalla 'linea verde', cioè una linea armistiziale: la striscia
di Gaza e Gerusalemme est furono lasciati fuori dallo stato nascente, come anche la Cisgiordania e l'altipiano del Golan.
Tuttavia tali confini divennero ben più ampi quando, nel '67, dopo la 'guerra dei sei giorni' contro Giordania,
Egitto e Siria lo Stato ebraico conquistò i territori che un tempo erano sotto il mandato britannico, cioè Gerusalemme est,
il Golan e la penisola del Sinai . Con la risoluzione 242 dell'O.N.U., votata nel 1967,
fu concordata la restituzione dei territori sopra citati.
Fino al 1977 i laburisti di Rabin avevano portato avanti una politica di distensione contrattando con
i siriani la restituzione del Golan e nel 1974 dei territori ottenuti nella 'guerra del Kippur' (risoluzione 338);
questi furono divisi in due stati separati da truppe di sicurezza dell'O.N.U..
L'apertura alla restituzione dei territori non era tuttavia totale , poiché l'unico scopo era di
smilitarizzare il Golan e rettificare la linea dei confini . Va inoltre ricordato che la versione inglese della 242
recita "from occupied territories", che si potrebbe tradurre con un generico "da territori occupati".
L'ambiguità di questa formulazione non definita e le discrepanze nelle traduzioni ufficiali (vedi quella francese, ad esempio )
continuarono a far discutere.
Nel 1982 ebbe la maggioranza in Israele il partito Likud, che rinnegò la politica laburista.
Benché la sinistra israeliana continuasse a sostenere il processo di distensione, altre idee
si facevano strada : una secondo cui per avere confini sicuri bisognava avere delle aree strategiche
come il Golan e la parte ad ovest della Giordania, quasi un confine naturale.
Altri teorizzando la costituzione di un 'Grande Israele' ipotizzavano confini lontani da centri abitati,
favorendo così l'annessione di vaste aree per scopi di difesa.
L'immigrazione
I immigrazione :
1878-90 , dalla Russia . Fu provocata dalle repressioni zariste .
Nel 1903 ebrei russi avevano già comprato da proprietari latifondisti di Beirut ,
Gerusalemme e Damasco , 35000 ettari di terra .
II immigrazione :
fu provocata dalle persecuzioni zariste e dalla disillusione provocata dalla
rivoluzione del 1905 . Nel 1909 , vicino al lago di Tiberiade fu fondata la prima
comune agricola , chiamata Dlgania (Fiordaliso) .
III-IV immigrazione :
1929 , soprattutto da Russia , Polonia e Galizia ; composta da artigiani e
commercianti .
V immigrazione :
nel 1933-36 , provocata dalle persecuzioni naziste in tutta Europa .
Dopo l'ultima massiccia immigrazione , la Gran Bretagna , che aveva il protettorato sulla Palestina , limitò l'entrata degli ebrei in Israele proprio quando ciò avrebbe sottratto molta gente dalle persecuzioni naziste . Per aggirare tale provvedimento , si costituì l'Alià Beth (salita , figura molto importante per l'entrata in Gerusalemme ) , un'organizzazione clandestina che portò moltissimi ebrei in Israele .
Nel 1946 , 51000 ebrei scampati ad Auschwitz furono letteralmente 'parcheggiati' dall'Inghilterra a Cipro , in un campo profughi prima della costituzione dello Stato d'Israele . L'anno successivo una nave con a bordo 4500 ebrei , l'Exodus , venne respinta al largo di Haifa e rispedita verso la Germania , fino a che il presidente americano Truman si schierò a favore delle rivendicazioni sioniste , così come l'Unione Sovietica , che sosteneva il movimento perché anticoloniale .
Nel 1950 venne promulgata la 'Legge del Ritorno' , secondo la quale ogni ebreo che voleva andare in Israele otteneva automaticamente la cittadinanza . Bisogna tenere conto della particolare chiusura delle comunità ebraiche 'in esilio' e della loro organizzazione interna per comprendere che ogni nascita e quindi ogni famiglia era registrata e rintracciabile , relativamente ma efficace anche dopo la Seconda Guerra Mondiale . Anche questa legge favorì il consolidamento del nuovo stato .
Bibliografia
- "I conflitti del Medio Oriente" di F.Massoulié
Collana XX secolo , ed . Giunti-Castermann , 1993
- "Lo Stato di Israele . Nascita , istituzioni e conflitti dal 1948 ad oggi " di N.Garribba
Editori Riuniti , Roma 1983
- "Vittime. Storia del conflitto arabo-sionista 1881-2001" di Benny Morris, Rizzoli editore , Milano 2001
|
|