La mia attrezzatura fotografica
La macchina fotografica con cui ho fatto le mie prime foto era una Yashica FX3 Super2000 (prezzo di mercato: £350000 circa). Un apparecchio molto semplice ma ottimo per un principiante: qualunque fotografo professionista o amatore (che spesso è ancora più esperto dell'esperto...) vi consiglierà un apparecchio simile, o comunque qualche cosa di manuale o di semiautomatico al massimo, meglio se usato per spendere meno. Questo per poter capire come funziona il meccanismo, per prendere confidenza con il materiale.
Come obiettivo avevo il 50mm dedicato, poi mi è stato regalato un duplicatore di focale (non ricordo più marca e modello...).
Mi sono poi dotata di zoom, precisamente il mitico Tamron 28-200mm con lenti asferiche. Devo dire che mi è servito molto, anche se ho sentito pesantemente la poca luminosità dell'obiettivo (f/3.8-5.6, credo). Infatti mi sono fatta regalare un piccolo ma efficiente flash (anche di questo mi sfuggono marca e modello...).
Inoltre andavo in giro con un piccolissimo trepiede, che mio padre usava con la sua piccolissima Olympus... farlo stare in piedi era un'impresa!! Ho anche comprato un flessibile senza pretese, ma l'ho usato poche volte.

Adesso invece posseggo un modello un po' più evoluto della vecchia Yashica. Ho deciso di rinnovare tutta l'attrezzatura dopo il viaggio in Israele: ero troppo lenta a mettere a fuoco i soggetti. La piccola e gloriosa Yashica era troppo sbilanciata con il potente Tamron. Insomma, volevo qualche cosa che mi desse la sicurezza di poter fare uno scatto veloce, senza disturbare i soggetti (magari ignari) o trattenere i compagni di viaggio per lungo tempo.
Alla fine , nell'Ottobre 1999, ho preso la decisione: compro una Canon Eos 300 !!
Unico obiettivo in mio possesso adesso è un Tamron 28-200mm, f/3.8-5.6, ld aspherical (if). Come il precedente obiettivo, anche questo è fantastico (non per nulla ne hanno venduti 1 milione di esemplari) ma ha il difetto di cui sopra: luminosità bassissima. Sto seriamente pensando di aggiungere al mio piccolo 'kit del fotografo' un altro obiettivo da sfruttare in interni. Per proteggere la lente esterna dell'obiettivo uso un filtro Techno Skylight (diametro 72mm).

Dal luglio 2003 (regalo di laurea!) sono anche equipaggiata con un bel Tamron SP AF90mm F/2.8 macro 1:1... che userò per sbizzarrirmi nella macrofotografia, appena lo avrò studiato per bene!

Ho sostituito il vecchio flash con un Sunpak auto355af, un po' più complesso e completo dell'altro. Lo devo ancora usare per prenderci la mano: non è facile gestire un flash, per quanto semplice esso sia.
Per quanto riguarda la fotografia notturna (?!) e le occasioni particolarmente povere di luce (chiese, palazzi, interni vari...) uso un flessibile dedicato Canon RS-60E3.
Tutto ciò me lo porto in giro in uno zainetto Tamrac Adventure2, piccolino, pieno di tasche ma... non particolarmente comodo. Mi fa venire mal di schiena. Sto seriamente pensando di cambiarlo.

NB: Bene, l'ultima volta che ho compiuto gli anni, il mio zio fotografo ha scelto per me lo zaino nuovo. Mi sono fidata ciecamente della sua esperienza e non ho sbagliato: ora sono dotata di un fantastico Lowepro di media grandezza, verde scuro, resistente, dotato di tutti gli spazi per obiettivi, corpo macchina, ecc. e con un ottimo sistema di cinghie per legarlo bene all'altezza del petto e della vita. In questo modo lo zaino è sempre fermo sulla schiena ed il peso non viene scaricato tutto sulle spalle. Il cavalletto viene legato con un sistema molto carino nella parte anteriore dello zaino, così da non sbilanciare il peso o dare fastidio al fotografo. Gli spazi interni sono ovviamente modificabili, così c'è spazio anche per i panini (non vicino alla macchina fotografica, però!!), per la guida turistica, per un cappellino tutto piegato, per il cellulare...

Assieme agli accessori che ho descritto mi servo di una piccola torcia piatta: quella della Polaroid firmata dalle Spice Girls (si adattava allo spazio ristretto dello zainetto...!?); una Hama lens che ormai uso solo come spazzolina mentre per pulire le lenti dell'obiettivo uso le apposite veline; un blocchetto per appunti con una penna e un pennarello indelebile; una scorta di pile per la macchina fotografica (questa saggia idea mi è venuta solo dopo una disavventura...) e per il flash. Un cavalletto Posso p5070, molto economico e molto leggero (a volte troppo!!). Assieme al flessibile mi è stato molto utile in alcune situazioni, dato che la mia mano non è fermissima.

Il mio equipaggiamento non è perfetto, ma credo che si possa considerare un buon principio!

Giugno 2004: L'EVOLUZIONE DELLA SPECIE!!
Presa dalla disperazione per il costo ahimè proibitivo della fotografia a pellicola, ho deciso di fare il grande salto. Sono passata al digitale. Non ne potevo più di spendere davvero troppo per pellicole, sviluppo e stampa. E assieme a quello che adesso è mio marito, abbiamo scoperto che esistono mezzi interessanti a costi davvero competitivi per stampare le nostre foto.
Mi sono confrontata sempre con lo zio fotografo, che dopo una vita trascorsa nel mondo Nikon ha deciso anche lui di dedicarsi al digitale ed è passato a Canon. Ho quindi acquistato la CANON EOS 300 D . Sono molto contenta: è semplice da usare, ha mantenuto tutte le possibilità della Eos 300 a pellicola e lavora benissimo in tutte le situazioni. Unico neo, che però riscontro in tutte le macchine fotografiche digitali, reflex e compatte, anche recenti, è la gestione del flash incorporato: bisogna fare delle prove per capire quale impostazione usare sia di bilanciamento del bianco sia dei programmi disponibili. Ma spesso è preferibile agire sulla sensibilità piuttosto che snaturare la luce con un flash!
Cambiando corpo macchina non ho dovuto cambiare i miei obiettivi. Tuttavia è da segnalare che la diversa dimensione del CCD rispetto alla pellicola modifica la porzione di spazio inquadrato e di conseguenza la resa di ogni focale. Ho anche comprato, però, l'obiettivo standard abbinato alla Canon Eos 300 D (EFS 18-55mm, 3.5-5.6), che è abbastanza luminoso e versatile. Il corpo macchina è naturalmente più pesante della omologa a pellicola.